“Bene le agevolazioni contributive agricole. Da tempo avevamo chiesto una misura del genere. Tuttavia, per l’agricoltura servono altre misure, a cominciare dalla reintroduzione del ‘bonus gasolio’. Per questo motivo la nostra mobilitazione sul territorio e a livello nazionale, anche con iniziative unitarie, proseguirà. Vogliamo risposte concrete ai gravi problemi che oggi assillano le imprese”.
Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito all’approvazione del maxiemendamento della legge di stabilità da parte della Commissione Bilancio della Camera. Il ddl è ora all’esame dell’Aula di Montecitorio.
“La fiscalizzazione egli oneri sociali e le agevolazioni per favorire la proprietà coltivatrice, misure contenute nel maxiemendamento,rappresentano -ha aggiunto Politi- un intervento importante, soprattutto per alleggerire i costi che comprimono le aziende.Ridurre il carico contributivo, che la Cia aveva richiesto con la massima sollecitudine, darà sicuramente una boccata d’ossigeno ai tanti imprenditori agricoli che operano con grande affanno”.
“Questo, però, non significa che siamo completamente soddisfatti. Quelle approvate sono misure ancora insufficienti e parziali. E’ vero che siamo in presenza di un provvedimento significativo e lungamente atteso, ma è altrettanto vero -ha aggiunto il presidente della Cia- che il settore è in grave difficoltà e che c’è bisogno di altri incisivi interventi, a cominciare dalla reintroduzione dell’‘accise zero’ sul gasolio agricolo per le serre. Un’agevolazione che dovrebbe essere allargata a tutte le altre imprese agricole, visto il costo sempre più oneroso dei prodotti petroliferi a causa dei continui rincari sul mercato”.
“Allo stesso modo ribadiamo - ha affermato Politi - l’esigenza di un’attenzione nuova nei confronti dell’agricoltura che ha bisogno di un reale progetto di sviluppo da concordare, con il contributo di tutti i protagonisti dell’agroalimentare, in sede di Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Un appuntamento che abbiamo richiesto dal 2004 e che oggi diventa, di fronte ad uno scenario difficile, indispensabile. Intanto, la nostra mobilitazione non si fermerà. Anzi, sarà ancora più determinata per cercare di ottenere risposte veramente efficaci agli annosi problemi che gli imprenditori agricoli italiani sono costretti ad affrontare e che pagano in termini di riduzione di reddito”.
(Fonte: Cia Nazionale)
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