'Non ci faremo mettere i piedi in testa dai poteri forti'
SCAZZETTA METTE LE MANI SUL PUG: 'Basta con l'edilizia alta'
“Il Pug (Piano Urbanistico Generale, ndr) si può fare. Se completassimo il ciclo di redazione entro fine mandato, sarei la persona più felice del mondo!”.
Al primo giro di boa della giunta Lovascio, Walter Scazzetta diventa il nuovo assessore all’urbanistica ereditando oltre ai fascicoli da chiudere, la vera patata bollente di questo corso politico-amministrativo. “Sicuramente il Pug...” - sorride e gioca d’anticipo, senza scomporsi più di tanto.
Redigerlo entro fine legislatura, tra due anni e mezzo, non sembra un’impresa tanto titanica, ammette nel corso dell’intervista esclusiva rilasciata a Conversanoweb. Ci penserà poi la prossima amministrazione ad approvarlo.
Scazzetta divide l’ufficio con Carlo Gungolo, titolare ai Lavori Pubblici e braccio destro. Sulla scrivania poggia un faldone di carte, alcune umide e da spolverare. Documenti che attraversano l’ultimo ventennio della politica amministrativa locale: dal vecchio piano regolatore al progetto del Pug, Da Bonasora sindaco ai giorni nostri, compreso Iudice.
PUG: ATTO PRIMO - “Il primo risultato che vorrei raggiungere è partire immediatamente con il Pug – confida Scazzetta ai nostri lettori - perché finora lo riconosco, non si è fatto nulla. In questi due anni e mezzo non dico di realizzarlo completamente, non vorrei fare false promesse. Posso solo promettere il mio massimo impegno affinché si raggiunga il maggior risultato possibile.”
Scazzetta immagina un Pug con edilizia bassa, poche zone di espansione, molti spazi verdi, armonia con le bellezze architettoniche. Nessun timore per gli avventori speculatori che potrebbero estendere i tentacoli e comprometterne il cammino verso l’adozione.
“Basta con l’edilizia residenziale alta a comparti verticali – prosegue Scazzetta - Secondo me l’impatto con la città è molto negativo quando si arriva dalla campagna. E’ triste vedersi queste volumetrie che si scontrano frontalmente con le masserie e le bellezze architettoniche. Questo non deve più accadere.”
“Il pug si potrebbe fare in due anni e mezzo, senza pensare a speculazioni di qualsiasi genere, ma solo al benessere dei cittadini di Conversano. Il Pug – osserva Scazzetta – servirà a migliorare soprattutto gli spazi sociali, le aree verdi, dare una risposta a quei cittadini che per anni sono stati penalizzati come quelli delle famose aree di servizio s2a e s2b che a oggi non hanno potuto fare nulla e non hanno avuto alcun beneficio dal vecchio piano regolatore. Il Pug non deve creare esclusivamente cittadini di serie A e B.”
Quindi, paura per gli speculatori del mattone e i soliti noti?
“Non ci deve essere alcun timore. Non bisogna farsi mettere i piedi in testa da imprese di una certa rilevanza, dai poteri forti. E’ lì che si blocca, ma questo accade in tutte le città. Grandi imprese costruttrici potrebbero fiutare l’affare su Conversano. Il nostro ruolo sarà quello di non farci mettere i piedi in testa, questa è la vera forza della politica. E poi dietro i costruttori ci sono sempre altri personaggi. Dobbiamo fare un lavoro che porti benefici per tutti i cittadini.”
IL PROGETTO - “Mi sono già mosso, subito dopo l’insediamento. Ho già contattato i tre progettisti: Lisi, Curcuruto, Sylos Labini. Fisseremo a breve un incontro per pianificare l’elaborazione del Pug che loro hanno già in parte pianificato nell’atto d’indirizzo presentando un cronoprogramma. Si parla di 580 giorni per la redazione completa, escluse tutte le sedute consiliari. Secondo il loro cronoprogramma in un anno e mezzo il PUG si può fare. Poi dipende dalla parte politica. Ci sono fasi che prevedono osservazioni e incontri con i cittadini. Avvierò subito una convenzione con i progettisti. La Barbanente lo dice sempre, se si vuole i piani regolatori si fanno in sei mesi, il resto lo fa la parte politica.”
RIQUALIFICAZIONE DELLE PERIFERIE - Nel frattempo, fa notare l’architetto, si potrebbero accelerare i tempi con gli strumenti regionali: “Già il primo strumento l’abbiamo visto a Conversano con la redazione del Pirp. Possiamo perimetrare alcuni ambiti cittadini, quelli più disagiati o caotici. E su questi possiamo già intervenire.”
“Nei nostri uffici giace da circa tre anni tutto l’incartamento per l’adozione dei vincoli nel nostro territorio – conclude Scazzetta – Questo sarà il mio primo atto verso il Pug: l’adozione di vincoli del Pug paesaggistico, nato nel 2000 e approvato dalla Regione nel 2001. Porterò subito questo atto nelle commissioni e al consiglio comunale. E’ propedeutico alla procedura del Pug. Senza questo, la regione ci boccerebbe già in partenza.”
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