Questa mattina, alle ore 12,00 nella Sala Consiliare del nostro Comune, si è tenuta
Alla Conferenza erano presenti il sindaco Giuseppe Lovascio, l’Assessore Tony Alfarano e il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Di Capua.
L’iniziativa ha l’obiettivo, come ha affermato Lovascio, sia di contrastare gli atti di vandalismo sia di elevare il livello di sicurezza del nostro paese, nonché di realizzare un centro storico “a dimensione d’uomo e a dimensione di attività commerciali”, che quindi necessita di controlli e di una regolamentazione del traffico.
Il comandante Di Capua, in seguito, ha spiegato nel suo intervento come l’azienda vincitrice della gara d’appalto, una ditta emiliana, abbia programmato di attivare in determinati punti nevralgici del paese dieci videocamere di sorveglianza, in aggiunta alle precedenti sette che non sono mai entrate in funzionamento e che l’azienda si è offerta di riparare.
Le dieci zone in questione riguardano rispettivamente:
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via XXV Aprile;
-
via XXIV Maggio;
-
Largo Falconieri- via Palermo;
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via Campo Sportivo;
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via San Lorenzo;
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via Gobetti;
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Largo Morgantini (Liceo Classico);
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piazza XX Settembre;
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piazza della frazione di Triggianello;
-
rondò via Polignano.
A queste telecamere si aggiungono quelle installate in corrispondenza di tre aree ZTL, la cui regolamentazione e autorizzazione deriva dal Ministero.
I tre varchi sono:
-
varco A: viale Adriatico;
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varco B; via Arringo;
-
varco C: via Cosimo Conte.
Il comandante ha affermato che insieme alle tre telecamere di varco, predisposte al controllo della zona in questione, si accompagneranno anche tre “telecamere di contesto” che controlleranno l’intera area limitrofa. Ciò limiterà in alcuni orari il traffico agli autoveicoli, facendo scattare sanzioni a carico dei trasgressori a seguito di un accesso ingiustificato.
Infine Di Capua ha concluso dichiarando che la data di avvio di tale progetto può destinarsi alla fine di Novembre, inizio di Dicembre. Si tratta pertanto di una iniziativa di sostanziale rilevanza che, ci auguriamo, porterà i suoi risultati.
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Commenti
Intanto si segnala che sulla stessa torre campeggiano ancora 2 fari orrendi serviti per le altrettanto orrende manifestazioni di dubbio gusto di fine estate.
L’eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo
Le regole di privacy per installare telecamere (Nota Garante privacy 20.5.2004)
L’installazione di telecamere è lecita solo se è proporzionata agli scopi che si intendono
perseguire. Gli impianti di videosorveglianza devono essere attivati solo quando altre misure siano insufficienti o inattuabili. L’eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo. I cittadini devono sapere sempre e comunque se un’area è sottoposta a videosorveglianza. Questi i nuovi principi dettati dal Garante della Privacy il 20 maggio con l'obiettivo di proporre un uso ponderato ed efficace della videosorveglianza: L'intervento fa seguito ai numerosi reclami e segnalazioni al Garante che lamentano un utilizzo crescente e non conforme alla legge di apparecchiature che rilevano immagini e suoni relative a persone identificabili.
Prima di installare un impianto di videosorveglianza occorre valutare se la sua
utilizzazione sia realmente proporzionata agli scopi perseguiti o se non sia invece superflua. Gli impianti devono cioè essere attivati solo quando altre misure (sistemi d’allarme, altri controlli fisici o logistici, misure di protezione agli ingressi ecc.) siano realmente insufficienti o inattuabili.
I cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati della rilevazione
dei dati. L’informativa (della quale il Garante ha anche messo a disposizione un modello
semplificato: un cartello con un simbolo ad indicare l’area videosorvegliata) deve essere
chiaramente visibile ed indicare chi effettua la rilevazione delle immagini e per quali scopi. Chi installa telecamere deve perseguire finalità determinate e di propria pertinenza. Si è invece constatato che, da parte di amministrazioni comunali, vengono indicate indebitamente come scopo della sorveglianza, finalità di sicurezza pubblica, prevenzione e accertamento dei reati che competono invece solo ad organi giudiziari o a forze armate o di polizia. Va limitata rigorosamente la creazione di banche dati quando è sufficiente installare un sistema a circuito chiuso di sola visione delle immagini senza la loro registrazione (monitoraggio del traffico, controllo del flusso ad uno sportello ecc.)
Un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo ed esclusivamente
per svolgere funzioni istituzionali. Anche quando un’amministrazione è titolare di compiti in
materia di pubblica sicurezza o prevenzione dei reati, per installare telecamere deve
comunque ricorrere un’esigenza effettiva e proporzionata di prevenzione o repressione di
pericoli concreti. Non è quindi lecito, senza tale valutazione, una capillare videosorveglianza di intere aree cittadine.
In democrazia, prima di “vigilare” sui cittadini è necessario vigilare sugli eletti. Hanno dimenticato una videocamera nella sala consigliare. Si può rimediare in tempo!
Prima o poi l'Amministrazione ci darà la GRANDE SORELLA?;-)