Riprendiamo, da una nota dell’Ufficio Stampa Regione Puglia, le dichiarazioni che l’Assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha rilasciato a margine di un incontro, tenutosi ieri, avente come oggetto l’aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti.
“Obiettivi innovativi riguardano la definizione di un programma per la riduzione della produzione dei rifiuti, nonché un programma per la riduzione dei Rifiuti Urbani Biodegradabili da avviare in discarica, anche ai sensi di quanto previsto nella direttiva 2008/98/CE”.
“Inoltre vi è la necessità di definire approcci mirati all’autosostenibilità delle filiere del riciclaggio e recupero, attraverso la sperimentazione e programmazione di nuovi modelli di gestione fondati sulla autovalorizzazione durevole dei rifiuti come risorsa ed in considerazione dei contesti ambientali, territoriali, sociali, economici, imprenditoriali”.
“Lo sviluppo delle raccolte differenziate – ha concluso l’assessore all’ambiente – non sarà solo finalizzato a ridurre i flussi di rifiuto indifferenziato da avviare a recupero energetico o smaltimento, ma soprattutto mirato alla promozione delle filiere del riciclaggio”.
Aggiungiamo a margine che tali dichiarazioni sono più che condivisibili da chiunque abbia interesse a organizzare una gestione sostenibile del rifiuto, evitando ogni forma di speculazione. Va, tuttavia, rilevata la patina 'tragicomica' che assumono i termini “riduzione dei rifiuti” e “raccolta differenziata” a fronte di quanto emerso dall’inchiesta realizzata da Gianni Nicastro.
Esiste un contratto, firmato dallo stesso Nichi Vendola, che obbligherebbe i 21 comuni dell’ATO BA/5 a conferire all'impianto complesso 517 tonnellate di rifiuto al giorno – quantità che, casualmente, coincide grossomodo con la totalità dei RSU prodotti quotidianamente dal nostro bacino. Come è, dunque, possibile pensare ad un calo della produzione del rifiuto senza subirne un danno economico?
E quanto senso ha parlare di raccolta differenziata atteso che, stando a quanto s’apprende dalle dichiarazioni rilasciate dal dott. Albanese, la Progetto Ambiente – probabile gestore dell’impianto complesso al dirimersi delle vicende legali – dice d’aver diritto ad un “utile certo”, da realizzare incrementando la tariffa nel caso di un minor conferimento di materia prima?
Tali domande, a nostro avviso, chiariscono l’urgenza non di un aggiornamento, ma di un completo ripensamento della programmazione sottesa al Piano dei rifiuti della Regione Puglia, da più voci definito fallimentare.
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Commenti
Conversano ha molte analogie con la vicenda di Terzigno. Fare un passo in avanti vuol dire mettersi in testa una volta per tutte che occorre fare in fretta per congegnare senza pregiudizi un "mix" che per il nostro comprensorio significa fare raccolta differenziata e una volta creata l'ecoballa "pulita" bruciarla nel termovalorizzatore.
Amici miei non diamo retta a quegli ambientalisti che a secondo all'occorrenza si trasformano a danno del territorio in affaristi del sì e affaristi del no. La prova l'abbiamo gia' avuta quando si doveva fare a Conversano un bel progetto che generava energia pulita, come il progetto dell'eolico. Una occasione mancata per Conversano, che poteva significare qualch posto di lavoro e possibilità di avere la luce "gratis" per le famiglie bisognose.