Nel corso degli ultimi anni è aumentata sempre più la separazione e la raccolta dei rifiuti che si sta contrapponendo all’incenerimento dei rifiuti. Ma i metodi di separazione proposti al cittadino sono raramente rispettati, tanto che nei cassonetti si può far confluire qualsiasi rifiuto senza subire alcuna sanzione e, allo stesso tempo, non ci sono grossi incentivi per chi effettua regolarmente la raccolta differenziata. La soluzione a questi problemi potrebbe essere la realizzazione di un ecopunto. Nel corso degli ultimi anni ne sono sorti numerosi e in diverse regioni (Molise, Puglia, Calabria, Sicilia, ecc.).
L’ecopunto è un luogo dove i privati possono vendere direttamente plastica, carta, alluminio e ferro.
Il prezzo di vendita per tali materie è:
- 15/18 centesimi di euro al kg per la plastica;
- 3 centesimi di euro al kg per la carta;
- 25 centesimi di euro al kg per l’alluminio;
- 5 centesimi di euro al kg per il ferro.
È stato stipulato un protocollo d’intesa il
Per la realizzazione di questo negozio è necessaria una struttura non inferiore a 150/200 metri quadri, in un’area urbanistica qualificata e trafficata, riuscendo così ad invogliare i cittadini a depositare i propri rifiuti. Sicuramente un parcheggio nei pressi dell’ecopunto riuscirebbe ad attirare un maggior numero di clienti
Le attrezzature necessarie saranno messe a disposizione dalla ditta che ha siglato il protocollo d’intesa che provvederà anche a formare il personale attraverso un corso della durata di un mese.
L’ecopunto dovrebbe sorgere ogni 10.000 abitanti, riuscendo a guadagnare in media tra i 1.800 e i 2.200 euro al mese, a fronte di un investimento iniziale di 8.000 euro, da destinare all’affitto dei macchinari, al disbrigo delle pratiche burocratiche e al corso di formazione.
Il ricavo per ogni famiglia si aggirerebbe intorno ai 250 euro annui, somma che potrebbe destinarsi al pagamento della TARSU.
L’ecopunto coniuga due obiettivi: il primo, incrementare la raccolta differenziata (anche sotto l’aspetto qualitativo); il secondo, quello di favorire il guadagno del venditore e dell’acquirente.
Nel 2008 il CODACONS ha premiato l’ecopunto come miglior progetto in campo ambientale e per la tutela dell’ambiente.
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Commenti
1. Il rifiuto recuperabile di tutto quello che si trova nei cassonetti è l'80 %(di conseguenza l'altro 20% è da smaltire a costo di chi? Dell'Ecopunto?) Addio guadagno.
2. In uno spazio di 200 mq si potranno stoccare al massimo 700/800 kg. di plastica che si acquistera, almeno dai listini ufficiali, a 0,10 centesimi/Kg. = 80 euro, ci ricaveremo: 800 x 0,40 (quotazione della plastica) = 320 euro
320-80 = 240. Togliamo a questi 240 euro le spese di trasporto ai centri di recupero, corrente, tasse e stipendio di almeno 1 dipendente e vediamo quanto ci resta.... P.s. ho tenuto conto che al giorno riusciamo a ritirare 800 kg. di materiale!!!!!! Buona fortuna a chi intraprendera' questo lavoro
L'ecopunto riconose un compenso economico o materiale in cambio di materiale di rifiuto da riciclare.
Ma che ci guadagna l'Ecopunto?
Vorrei conoscere un pò meglio l'argomento. grazie
basta quella.
mi sa che vivi proprio fuori dal mondo
sapete che il rifiuto non l'ho comprano più? c'e' ne sono troppi ormai nei magazzini stivati.
il dott Longo cmq credo che nell'ultima conferenza stampa ha detto che c'e un progetto per istituire ecopunti a Conversano, ma i Conversanesi produrranno un rifiuto pulito?
ma non si capisce perché ci si ostina a non far partire la raccolta differenziata porta a porta.
ATO BA5 ci sei o ci fai?