E’ stato piuttosto “abbottonato” quasi su tutto l’assessore regionale Lorenzo Nicastro. Su una cosa però è stato chiaro e perentorio: in Puglia, da nessuna parte, ci sono “montagne o colline di immondizia per strada”, quindi, nessuna emergenza rifiuti, checché ne dicano Schittulli e Barchetti, presidente e assessore all’ambiente della Provincia di Bari. I quali, un giorno sì e l’altro pure, gridano all’emergenza rifiuti non in Campania o a Palermo, ma proprio in Puglia. Nessun problema, dice L. Nicastro, tra Regione e Provincia c’è “affettuosa” e perfetta sintonia.
Il sopralzo sulla discarica Lombardi in contrada Martucci a Conversano era necessario ed è servito proprio ad evitare l’emergenza. L’alternativa sarebbe stata portare i rifiuti fuori bacino col costo del trasporto tutto a carico dei comuni. D’altronde che problema c’è: la TARSU è introitata dai Comuni mica dalla Regione, il trasporto se lo possono pure pagare. Ci sarebbe l’ecotassa imbarcata tutta dalla Regione, ma questo è un dettaglio.
Il sopralzo si poteva fare perchè la volumetria c’era, lo ha stabilito l’ARPA, che è andata sul panettone con il laser a prendere le misure e a confermarlo. Ma l’AIA non lo consente! E che problema c’è: la cambiamo, la modifichiamo, la aggiorniamo, e i conti tornano. Tutto a posto dunque.
Come smaltire il CDR che si produrrà in contrada Martucci?
Ci vogliono gli inceneritori, dice l’assessore regionale, ma non quelli di Cerroni, della Termomeccanica o della Noyvallesina Engineering, antiquati, che avrebbero bruciato il tal quale (roba da preistoria industriale); quelli all’ultimo grido, quelli che solo Emma Marcegaglia sa costruire o come quello costruito l’altro ieri ad Acerra che sta avvelenando interi quartieri distanti chilometri.
Ma è sul Consorzio Laziale Rifiuti (COLARI) di Manlio Cerroni che l’assessore è stato proprio ermetico.
Il 24 settembre scorso Cerroni ha avuto un incontro al vertice in regione. Secondo il dott. Nicastro non sarebbe successo granché. Sembrerebbe che il Manlio sia sceso nelle Puglie per ammirarne le bellezze alla veneranda età di 82 anni.
La cosa che si è capita, al di là dell’ironia, è che si sta lavorando a una soluzione “conciliatoria” che monetizzi la sentenza e faccia ritornare in quel di Malagrotta il re della spazzatura romana. Dopodichè l’ipotesi più probabile è la gara d’appalto per la sola gestione degli impianti costruiti dalla Progetto Ambiente della Lombardi Ecologia.
Il pronostico su chi vincerà l’eventuale gara in questione è fin troppo facile: la Progetto Ambiente o come deciderà di chiamarsi per l’occasione.
Buona visione
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La verità resta sepolta sotto una montagna che "non c'è" ...
Purtroppo, l'emergenza che non si appalesa nelle strade della provincia, si smaltisce a scapito del nostro territorio ed a vantaggio dei soliti noti!
Troppe volte fingiamo di non sapere che il rifiuto più pericoloso è la lingua abituata a mentire.
Solo perchè ha lo stesso colore della nostra ...