Subito dopo la conferenza stampa per la sensibilizzazione del progetto “Prenditi cura del tuo ambiente: fai la raccolta differenziata”, abbiamo intervistato il Direttore Generale dell’ATO BA/5, Avv. Giacomo Colapinto.
Interrogato sui risultati che finora ha sortito tale progetto, attivo – almeno sulla carta – già da due anni e mezzo, il Direttore ha spiegato che ci sono Comuni estremamente virtuosi, come Putignano e Mola; tuttavia l’intercettazione del rifiuto organico è ancora una parte esigua. Questo è il motivo per cui non si è riscontrato un vero beneficio. A ciò si aggiunge che i gestori, cui è stato a suo tempo consegnato tutto il materiale necessario, non avrebbero mai attivato seriamente il servizio per ragioni squisitamente economiche, essendo svantaggioso supportare i costi di gestione e conferimento della frazione organica.
Ritornando al progetto presentato in conferenza, esso mira alla copertura delle sole grandi utenze (esercizi commerciali); in un secondo momento – avvalendosi di ulteriore contributo regionale – si penserà alla raccolta porta a porta, che – notiamo di passaggio – è la “vera soluzione”, atteso che la percentuale maggiore di umido è prodotta proprio dalle utenze domestiche. Il tutto è poi complicato da alcuni Comuni che hanno deciso di non trasmettere i documenti necessari all'ATO. Fra questi primeggia Polignano, verso cui si sta valutando la diffida.
Se ciò non bastasse, anche nel caso in cui si partisse con il porta a porta, si presenterebbe il problema della regolamentazione del costo del servizio con i gestori, i quali avanzano pretese di contributi che i Comuni non sono in grado di soddisfare. La strada per uscire da quest'empasse consiste nella realizzazione dell’impianto di compostaggio consortile, previsto a Cellamare e finanziato con due milioni di euro. In questo modo si bypasserebbero i due impianti privati (la “Tersan” di Modugno e la “Progeva” di Laterza) che, agendo in un regime di “semimonopolio”, stabiliscono tariffe e requisiti proibitivi. Questo non sarà però realizzabile nell’immediato; infatti, apprendiamo che bisognerà aspettare il prossimo settembre per bandire la gara d’appalto utile alla realizzazione e alla gestione di questo impianto “pubblico”.
Stanti le numerose difficoltà emerse, abbiamo chiesto lumi su come si pensa di gestire la situazione semi-emergenziale, giacché la Lombardi ha comunicato la colmatura della discarica entro i primi 15 giorni di agosto. Colapinto riferisce che il tavolo tecnico sta vagliando varie ipotesi; la più accreditata è che, previo trattamento di biostabilizzazione da fare a Conversano, si conferirà in altra discarica. Entro il 30 luglio sarà, ad ogni modo, convocata l’assemblea ATO in cui si renderà merito dello scenario in corso.
Insistendo nella stessa direzione, una delle ultime domande cerca di capire il motivo per cui l’impianto di CDR non è partito a gennaio, contemporaneamente a quello di biostabilizzazione. Il direttore – secondo quanto appreso dai vari documenti – ci dice che la spiegazione ufficiale, data dalla Regione, imputa tale responsabilità al Comune di Conversano, “reo” di non aver portato in essere per tempo i procedimenti amministrativi per l’acquisizione della titolarità delle aree.
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